Table of contents
- La (mia) sfida
- Il Bilancio
- Le Foto
- La partenza
- Il passaggio fra la Verzella ed il Piemonte
- L'arrivo...
- Spuntano dalla boscaglia (come funghi)
- C'e' chi si mette in posa: questo e' lo spirito giusto!
- Ma arrivano proprio tutti ! era troppo facile!
- Un gruppo all'arrivo ...
- E arrivo anche io !!!
- Le mie compagne di corsa..
- ed arriva anche la scopa...
- Dati "tecnici"
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La (mia) sfida
Quest'anno ho voluto sfidare me stesso (ed il buon senso) partecipando alla seconda edizione del trail dei Gorrei.
Non ho mai corso, anche perche' "sfavorito" dalla nascita, con le pulsazioni prossime
a 100 al minuto a riposo. Ma da Gennaio ho iniziato a correre un po' di piu', e la difficolta' di fare
un km viaggiando a 8-9 minuti a km pian piano e' diminuita.
Sono cosi' riuscito ad iscrivermi alla mia prima gara, la vivicitta' di Genova, corsa Domenica scorsa (29-3-2009)
sotto ad un'acqua devastante. Ma la gioia di avere completato quei 12 km in un tempo ragionevole
(per me!) ( 1h 08' e 53 " ) mi ha spinto ad osare di piu'...
e soprattutto pensare di disertare una manifestazione cimaferlese volta a promuovere il territorio...
mi faceva piu' paura !!
E cosi' mi sono iscritto, forte del mio non avere mai fatto piu' di 15 km di fila, in piano,
ad una gara di 25 (che per fortuna poi sono stati "solo" 23,7) con mille metri di dislivello
(il mio garmin dice che ho fatto 1274m di salita e 1275m di discesa... mi pareva ci fosse piu' discesa....)
E devo dire che le persone attorno a me, con cui parlavo... cercavano di farmi capire che "forse"
era un po' troppo per me... Ma io niente, testardo.
E cosi' mi sono ritrovato alla partenza ed e' iniziata la mia Odissea. Devo dire "Odissea" in
senso buono, perche' e' stata un'avventura ricca di momenti belli, con qualche momento di
autentica disperazione (la risalita verso il rifugio di Gorello, dopo il guado e rifugio Viazzi,
dove ho aiutato una vittima dei crampi, cui si prospettavano altri 6 km di sofferenza, oppure le discesa a rotta
di collo, con le scarpe "sbagliate" (quelle da atletica, da pista) cercando di pattinare o non impuntarsi
sui 10 cm di fango e di non inciamparsi nei pietroni...)
Fino al 20° km : 500 metri dopo il terzo ed ultimo ristoro al rifugio di Gorello...
tac, una fitta tremenda al ginocchio destro...
E li', non c'e' piu' nulla da fare: bisogna comunque finire !
E cosi' da ieri sera il ginocchio sinistro (forse perche' per compensare il destro l'ho usato troppo? )
e' bello gonfio e mi fa male in un modo tremendo... ma passera' !
Il Bilancio
Cosa mi resta di questa avventura ? La consapevolezza di potere fare una cosa che non pensavodi potere fare, in un tempo addirittura ragionevole (avevo detto: voglio metterci 3 ore e 40 minuti,
ci ho messo 3 ore, 39 minuti e 56 secondi....incredibile
Ma chissa', senza dolore finale... a fare gli ultimi 4 km ci ho esso quasi 50 minuti.
E poi ? vedere che al 16° km riuscivo ancora a correre a poco piu' di 6'/km per un chilometro
(dove c'era una strada su cui correre
Cos'altro ? Che correre insieme e' piu' facile: se non ci fossereo state due ragazze di
Cairo a "tirarmi", probabilmente mi sarei fermato, invece facendo la corsa insieme il tempo passa,
fra due chiacchiere e due imprecazioni (contro il fango, la pioggia, l'acqua, la salita, le pietre,
e perche' no, Nando
Altro ? lo spettacolo dei retani, gonfi in un modo impressionante: dopo avere provato a guadare
il primo sulle pietre, essere comunque finito in acqua riuscendo in piu' solo a farmi male anche alle spalle...
da allora via, tutti i guadi dritto, con l'acqua sopra il ginocchio ed i piedi che gridano per il gelo...
Ancora ? L'impressione di vedere pezzi di bosco completamente rivoltati dai cinghiali, o le zone attorno al
rifugio dei Viazzi completamente allagate, dove tirare via i piedi dal fango e' una impresa.
Insomma la domanda mia (condivisa da moltissimi, a quel che ho sentito ) era : ma chi me lo ha fatto fare ?
La risposta a questa domanda non e' facile, o forse non esiste proprio: ma se io ho comunque
apprezzato gran parte del "viaggio" posso pensare che uno allenato veramente possa provare
una emozione ben maggiore della mia.
Quindi cosa si puo' dire ? Ci vediamo l'anno prossimo ?
Andrea
e ora, godetivi un po' di foto !!!
Le Foto
La partenza
Il passaggio fra la Verzella ed il Piemonte
L'arrivo...
ripreso muovendosi dalla piazza di Cimaferle verso la Col, incontro agli atletiSpuntano dalla boscaglia (come funghi)
C'e' chi si mette in posa: questo e' lo spirito giusto!
Ma arrivano proprio tutti ! era troppo facile!
Un gruppo all'arrivo ...
E arrivo anche io !!!
e' l'una e dieci, tempo di mangiare !!! oltre 1600 calorie bruciate...Le mie compagne di corsa..
ed arriva anche la scopa...
puo' scendere il sipario!Dati "tecnici"
- totale salita e discesa 1275 metri
- quota massima:821 metri, dopo 9,2 km (sopra la ippovia sopra Piancastagna)
- quota minima:476 metri, dopo 18,2 km (guadando la Miseria)
- salita piu' ripida: quella dopo la quota minima: in 800 metri si sale fino a 609 m (133 metri, pendenza media 16 %)
- discesa piu' ripida ... TUTTE! ma forse la prima, quando in 800 metri si scende dai 685 m delle Volte ai 566 m della Bordanella (credo sia la Bordanella...) (15 % di pendenza)